Il Gioco d’artista è parte integrante della sperimentazione di un toolkit basato su documenti d’archivio utilizzati come risorsa per stimolare narrazioni condivise, memoria, esercizio cognitivo, emozioni e partecipazione culturale per supportare il benessere individuale e sociale.

Il gioco è stato progettato e realizzato prestando attenzione alle specificità del documento selezionato, ovvero la mappatura della costellazione più grande del cielo: Hydra, situata nell’emisfero meridionale, ricorda un serpente ed è visibile tra marzo e aprile.

In occasione dell’evento, inoltre, sarà presentata e distribuita la Memory Music Box (MMB), una risorsa a sostegno della memoria e del benessere.

Il gioco

Il gioco, realizzato da Yari Miele, a cura di Federico Sardella, prevede l’impiego di “HYDRA”, che diventa il piano di gioco sul quale si svolge la partita, e implica la partecipazione di due, tre, quattro o più giocatori. I giocatori potranno avanzare delle mosse con le pedine a disposizione, gettando dei classici dadi. Il  percorso sarà dettato dall’andamento di Hydra, una creatura che nella mitologia greca era rappresentata come un serpente o un drago. La tradizione mitologica narra anche che, qualora la testa di questo drago venisse tagliata, al suo posto ne sarebbero cresciute altre due.

Le regole del Gioco d’artista, liberamente ispirate a quelle dei più classici giochi da tavolo, terranno conto dell’andamento di Hydra: il  punto di partenza – il classico via – è dato dalla coda del serpente, mentre quello di arrivo corrisponde alla sua testa.

Il percorso prevede una serie di mosse e di spostamenti che porteranno il giocatore ad avanzare ma anche ad arretrare, sino a condurlo verso la meta, il cui raggiungimento impone un vero e proprio viaggio tra le stelle, reso palpabile anche dal materiale scelto per la base del gioco – un tessuto sintetico dorato – che implica, viste le sue caratteristiche e le cangianze che ne derivano, un movimento alla “velocità della luce”.

Il gioco d’Artista è stato presentato per la prima volta venerdì 28 febbraio 2025, alle ore 16:30 presso l’Archivio di Stato di Modena, nella Sala delle Vedute.